Iran: where is my vote?
A cura di Khaldoun • 18 Giugno 2009
Questa settimana riprendiamo il discorso che avevamo intrapreso la scorsa puntata, in cui avevamo parlato delle elezioni europee, libanesi ed iraniane che si concentravano in quei giorni.Dopo 7 giorni le elezioni presidenziali iraniane sono ancora tra i titoli dei telegiornali di tutto il mondo, visto che dopo conferma di Mahmoud Ahmadinejad alla presidenza della repubblica islamica ha scatenato le proteste di piazza degli iraniani che a migliaia sono scesi in piazza con striscioni con scritto un eloquente “where is my vote”, dov’è il mio voto. Volteremo poi pagina per tornare ai riflessi delle elezioni europee sulla mappa geopolitica del Mediterraneo, in particolar modo prendendo in esame il punto di vista di Ankara. Negli ultimi giorni si è assistito ad una crescita di tensione tra Ankara ed Atene riguardo la definizione delle acque territoriali cipriote, uno dei punti più controversi del rapporto tra UE e Turchia. Tensione che si è espressa anche attraverso dei faccia a faccia tra caccia greci e turchi nei cieli sopra le acque contese, tornate al centro dell’attenzione dopo la ripresa delle esplorazioni in mare alla ricerca di giacimenti di irdocarburi da parte di una azienda norvegese su mandato della Repubblica Greco-Cipriota.
Ospiti della puntata:
- Antonello Sacchetti, giornalista ed autore del libro ”Misteri Persiani” per la Infinito Edizioni.
- Farian Sabahi, giornalista ed autrice di “Storia dell’ Iran 1890-2008″
- Lucio Caracciolo, direttore della rivista italiana di geopolitica Limes
- Salvatore Scifo, docente in politiche dei media all’università Marmara di Istanbul
- Rudy Caparrini, analista e studioso di relazioni internazionale, autore di “La Grecia contemporanea (1974-2006). Un modello di sviluppo politico, economico e sociale”
Le produzioni di Scirocco sono realizzate con il contributo dell UE, nell’ambito del progetto Community Radio Station in Birzeit area . Sono sotto la responsabilità esclusiva di AMISNET, Cospe e PYU e non devono in alcun modo essere considerate rappresentative delle posizioni dell’ UE

