Gaza Freedom March: aspettando Netanyahu
A cura di Khaldoun • 29 dicembre 2009
Terzo giorno della GFM, le forze di sicurezza egiziane continuano ad impedire i liberi spostamenti degli attivisti internazionali verso la Striscia di Gaza e qualunque forma di manifestazione “politica”. In mattinata 15 partecipanti tatunitensi sono stati fermati mentre cercavano di arrivare alla loro ambasciata, l’intervento della polizia è stato duro ed è stato impedito a tutti di fare foto o riprendere l’azione. Molti attivisti stanno protestando davanti le ambasciate dei loro paesi di origine chiedendo il sostegno diplomatico e di far pressione sul governo del Cairo. L’incontro di ieri con i funzionari dell’ ufficio ONU del Cairo con i rappresentanti della Marcia ha ottenuto da una parte la sostanziale solidarietà dei funzionari, dall’altra l’ennesimo netto rifiuto del governo egiziano. Oggi i manifestanti hanno inscenato un sit-in davanti al sindacato dei giornalisti, dove l’ 85enne reduce dell’ olocauso Hedy Epstein continua a portare avanti il suo sciopero della fame. In serata è prevista una protesta contro il premier israeliano Benjamin Netanyahu, giunto al Cairo per discutere con Mubarak delle trattative con Hamas in merito ad uno scambio di prigionieri e l’eventuale apertura dei confini. L’arrivo di Netanyahu è stato accompagnato dalle richieste dell’opposizione egiziana, il movimento Kifaya ed i Fratelli Mussulmani in testa, perchè il premier fosse arrestato in ottemperanza al principio di giurisdizione universale per i crimini di guerra e contro l’umanità. Il convoglio Viva Palestina, bloccato dal 25 dicembre in Giordania dal governo egiziano, ha accettato una soluzione di compromesso che consentirà l’accesso esclusivamente agli aiuti umanitari attraverso il porto di El Arish.
Ospiti della puntata:
- Michele Giorgio, Il Manifesto
- Ann Wright, comitato organizzatore Gaza Freedom March


Aggiornamenti:
A quanto pare le trattative hanno portato un primo frutto: domattina alle 7.00 una delegazione composta da due rappresentanti per ciascun paese di origine dei “marciatori” potrà entrare a Gaza, circa 100 persone riusciranno quindi ad oltrepassare il valico di Rafah. Questo risultato certamente non soddisfa gli attivisti e sicuramente le pressioni perchè il governo egiziano consenta l’ingresso a tutta la Marcia. Chi prevedeva un ammorbidimento delle autorità dopo la fine della visita del premier Israeliano forse non aveva tutti i torti.