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	<title>Scirocco &#187; Diari di Scirocco</title>
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		<itunes:summary>Scirocco e' il programma sul bacino del Mediterraneo che ascolta le voci plurali dei suoi abitanti e protagonisti. Un approfondimento settimanale che ci porta da una sponda all'altra del nostro mare per raccontare le storie, per conoscere i contesti e guardare oltre luoghi comuni e pregiudizi. Scirocco e' parte di AMISmed: il progetto di AMISnet per promuovere il diritto ad informare ed essere informati nel bacino del mar Mediterraneo.</itunes:summary>
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		<title>Gaza Freedom March: non finisce qui!</title>
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		<pubDate>Fri, 01 Jan 2010 15:19:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Khaldoun</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Al Cairo il 2010 inizia come era finito, con un presidio degli attivisti della Gaza Freedom March, stavolta di fronte al consolato israeliano. Il presidio ha colto di sorpresa le forze di sicurezza egiziane,  che avevao lasciato sguarnita la piazza. Intanto dal sindacato dei giornalisti arriva il comunicato stampa dei 13 attivisti che, ispirati dall&#8217; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Al Cairo il 2010 inizia come era finito, con un presidio degli attivisti della Gaza Freedom March, stavolta di fronte al consolato israeliano. Il presidio ha colto di sorpresa le forze di sicurezza egiziane,  che avevao lasciato sguarnita la piazza. Intanto dal sindacato dei giornalisti arriva il comunicato stampa dei 13 attivisti che, ispirati dall&#8217; 85 sopravvisuta all&#8217;olocausto Hedy Epstein, sono in sciopero della fama da una settimana. Gli attivisti annunciano che lo sciopero và avanti in solidarietà con il popolo di Gaza che è &#8220;a digiuno non solo di cibo ma di tutti i propri diritti umani&#8221;.  L&#8217;obiettivo principale della Marcia, la rottura dell&#8217;assedio alla Striscia di Gaza, per ora non è stato ancora raggiunto, tuttavia sono ancora in corso trattative nella speranza che il valico di Rafah si apra nei prossimi giorni ed oggi è giunto anche l&#8217;appello del permio Nobel per la pace Mairead Meguire al governo egiziano perchè ci sia finalmente un cambio di rotta. Altri obiettivi della Marcia sono invece stati raggiunti: gli attivisti sono riusciti a risvegliare l&#8217;attenzione dei media e dell&#8217;opinione pubblica internazionale sull&#8217;insostenibile situazione di Gaza, si sono creati spazi di partecipazione anche per la società civile egiziana, si è palesata ulteriormente la complicità del regime del Cairo con quello di Tel Aviv nei giorni in cui l&#8217;egitto sta costruendo un muro in acciaio sul suo confine, è nata una grande alleanza internazionale degli attivisti impegnati per la pace e la giustizia in Palestina con la fine dell&#8217;assedio a Gaza e dell&#8217;occupazione israeliana. Sicuramente ci sono anche delle lezioni da trarre dalla notte di passione che ha seguito l&#8217;offerta di Susanne Mubarak di far passare 100 attivisti con gli aiuti umanitari, un offerta nata da una trattativa quasi privata con le americane di Code Pink e che ha seriamente rischiato di creare divisioni tra i militanti, di sicuro si stanno pianificando ulteriori azioni ed altre iniziative internazionali basate sull&#8217;esperienza di questa marcia, giunta ormai al suo penultimo giorno, cioè al momento in cui si iniziano a fare i primi bilanci.</p>
<p><strong>Ospiti della puntata:</strong></p>
<ul>
<li>Ahmad Ashraf, pacifista egiziano</li>
<li>Michele Giorgio, Il Manifesto</li>
<li>Majid Abu Salama, Comitato organizzatore della Gaza Freedom March da Gaza<strong><br />
</strong></li>
</ul>
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		<itunes:summary>Al Cairo il 2010 inizia come era finito, con un presidio degli attivisti della Gaza Freedom March, stavolta di fronte al consolato israeliano. Il presidio ha colto di sorpresa le forze di sicurezza egiziane,nbsp; che avevao lasciato sguarnita la piazza. Intanto dal sindacato dei giornalisti arriva il comunicato stampa dei 13 attivisti che, ispirati dall' 85 sopravvisuta all'olocausto Hedy Epstein, sono in sciopero della fama da una settimana. Gli attivisti annunciano che lo sciopero vagrave; avanti in solidarietagrave; con il popolo di Gaza che egrave; "a digiuno non solo di cibo ma di tutti i propri diritti umani".nbsp; L'obiettivo principale della Marcia, la rottura dell'assedio alla Striscia di Gaza, per ora non egrave; stato ancora raggiunto, tuttavia sono ancora in corso trattative nella speranza che il valico di Rafah si apra nei prossimi giorni ed oggi egrave; giunto anche l'appello del permio Nobel per la pace Mairead Meguire al governo egiziano perchegrave; ci sia finalmente un cambio di rotta. Altri obiettivi della Marcia sono invece stati raggiunti: gli attivisti sono riusciti a risvegliare l'attenzione dei media e dell'opinione pubblica internazionale sull'insostenibile situazione di Gaza, si sono creati spazi di partecipazione anche per la societagrave; civile egiziana, si egrave; palesata ulteriormente la complicitagrave; del regime del Cairo con quello di Tel Aviv nei giorni in cui l'egitto sta costruendo un muro in acciaio sul suo confine, egrave; nata una grande alleanza internazionale degli attivisti impegnati per la pace e la giustizia in Palestina con la fine dell'assedio a Gaza e dell'occupazione israeliana. Sicuramente ci sono anche delle lezioni da trarre dalla notte di passione che ha seguito l'offerta di Susanne Mubarak di far passare 100 attivisti con gli aiuti umanitari, un offerta nata da una trattativa quasi privata con le americane di Code Pink e che ha seriamente rischiato di creare divisioni tra i militanti, di sicuro si stanno pianificando ulteriori azioni ed altre iniziative internazionali basate sull'esperienza di questa marcia, giunta ormai al suo penultimo giorno, cioegrave; al momento in cui si iniziano a fare i primi bilanci.

Ospiti della puntata:

	Ahmad Ashraf, pacifista egiziano
	Michele Giorgio, Il Manifesto
	Majid Abu Salama, Comitato organizzatore della Gaza Freedom March da Gaza

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		<itunes:keywords>Diari,di,Scirocco</itunes:keywords>
		<itunes:author>Amisnet</itunes:author>
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		<title>Gaza Freedom March: capodanno a piazza Tahreer</title>
		<link>http://scirocco.amisnet.org/2009/12/31/gaza-freedom-march-capodanno-a-piazza-tahreer/</link>
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		<pubDate>Thu, 31 Dec 2009 14:18:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Khaldoun</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Siamo arrivati al quinto giorno, quello in cui se le cose fossero andate come programmato la Marcia sarebbe partita dalla Striscia di Gaza per ricongiungersi con migliaia di manifestanti da Israele e dalla Cisgiordania sul Valico di Erez. Invece purtroppo i 1300 attivisti internazionali che dovevano entrare a Gaza si trovano ancora al Cairo, dove [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Siamo arrivati al quinto giorno, quello in cui se le cose fossero andate come programmato la Marcia sarebbe partita dalla Striscia di Gaza per ricongiungersi con migliaia di manifestanti da Israele e dalla Cisgiordania sul Valico di Erez. Invece purtroppo i 1300 attivisti internazionali che dovevano entrare a Gaza si trovano ancora al Cairo, dove sono riuniti in un grande presidio nella centralissima piazza Tahreer (piazza della liberazione) che per loro è diventata &#8220;piazza Free Gaza&#8221; e dove pensano di trattenersi fino a domani 1 gennaio. In mattinata sono giunte notizie di scontri e tafferugli in cui sono rimasti contusi numerosi manifestanti, tra cui due italiani lievemente feriti, mentre scriviamo il cordone della polizia egiziana in tenuta antisommossa circonda il presidio impedendo l&#8217;ingresso alla piazza a chi volesse unirvisi e lasciando invece uscire chi avesse qualunque esigenza, dal mangiare all&#8217;andare al bagno, nella speranza di ridurre il numero degli attivisti presenti al presidio.  Sempre stamane si è tenuto un incontro tra rappresentanti della marcia e funzionari del ministero degli esteri egiziano in cui si sono analizzati &#8220;gli errori commessi da ambo le parti&#8221; al fine di trovare una via d&#8217;uscita. Questa &#8220;via d&#8217;uscita&#8221; prospettata dalle autorità del Cairo suona a molti come un segnale che il valico di Rafah aprirà nei prossimi giorni, quando la gran parte dei manifestanti avrà dovuto lasciare il paese: un artificio diplomatico per salvare l&#8217;immagine internazionale dell&#8217; Egitto ed impedire di fatto il successo della Gaza Freedom March. Intanto all&#8217;interno della Striscia di Gaza la prevista marcia verso il valico di Erez ha visto pochi partecipanti, scoraggiati dall&#8217;assenza degli attivisti internazionali e dai tentativi di Hamas di conquistare una specie di patrocinio politico dell&#8217; iniziativa, difatti Hamas ha organizzato un grande corteo che dovrebbe prendere il via subito dopo la preghiera nelle moschee. Sul versante Israeliano e della Cisgiordania si sono invece recati numerosi attivisti verso il valico di Erez, dove hanno manifestato pacificamente insieme israeliani, palestinesi ed internazionali senza che si siano registrate tensioni.</p>
<p><strong>Ospiti della puntata:</strong></p>
<ul>
<li>Michele Giorgio, Il Manifesto</li>
<li>Martina Pignatti, Action For Peace</li>
<li>Barbara Antonelli, giornalista<strong><br />
</strong></li>
</ul>
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		<itunes:summary>Siamo arrivati al quinto giorno, quello in cui se le cose fossero andate come programmato la Marcia sarebbe partita dalla Striscia di Gaza per ricongiungersi con migliaia di manifestanti da Israele e dalla Cisgiordania sul Valico di Erez. Invece purtroppo i 1300 attivisti internazionali che dovevano entrare a Gaza si trovano ancora al Cairo, dove sono riuniti in un grande presidio nella centralissima piazza Tahreer (piazza della liberazione) che per loro egrave; diventata "piazza Free Gaza" e dove pensano di trattenersi fino a domani 1 gennaio. In mattinata sono giunte notizie di scontri e tafferugli in cui sono rimasti contusi numerosi manifestanti, tra cui due italiani lievemente feriti, mentre scriviamo il cordone della polizia egiziana in tenuta antisommossa circonda il presidio impedendo l'ingresso alla piazza a chi volesse unirvisi e lasciando invece uscire chi avesse qualunque esigenza, dal mangiare all'andare al bagno, nella speranza di ridurre il numero degli attivisti presenti al presidio.nbsp; Sempre stamane si egrave; tenuto un incontro tra rappresentanti della marcia e funzionari del ministero degli esteri egiziano in cui si sono analizzati "gli errori commessi da ambo le parti" al fine di trovare una via d'uscita. Questa "via d'uscita" prospettata dalle autoritagrave; del Cairo suona a molti come un segnale che il valico di Rafah apriragrave; nei prossimi giorni, quando la gran parte dei manifestanti avragrave; dovuto lasciare il paese: un artificio diplomatico per salvare l'immagine internazionale dell' Egitto ed impedire di fatto il successo della Gaza Freedom March. Intanto all'interno della Striscia di Gaza la prevista marcia verso il valico di Erez ha visto pochi partecipanti, scoraggiati dall'assenza degli attivisti internazionali e dai tentativi di Hamas di conquistare una specie di patrocinio politico dell' iniziativa, difatti Hamas ha organizzato un grande corteo che dovrebbe prendere il via subito dopo la preghiera nelle moschee. Sul versante Israeliano e della Cisgiordania si sono invece recati numerosi attivisti verso il valico di Erez, dove hanno manifestato pacificamente insieme israeliani, palestinesi ed internazionali senza che si siano registrate tensioni.

Ospiti della puntata:

	Michele Giorgio, Il Manifesto
	Martina Pignatti, Action For Peace
	Barbara Antonelli, giornalista

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		<title>Gaza Freedom March: 100 delegati non possono sostituire la Marcia</title>
		<link>http://scirocco.amisnet.org/2009/12/30/gaza-freedom-march-100-delegati-non-possono-sostituire-la-marcia/</link>
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		<pubDate>Wed, 30 Dec 2009 14:13:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Khaldoun</dc:creator>
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		<description><![CDATA[E&#8217; stata una notte di passione quella tra la terza e la quarta giornata della Gaza Freedom March: nel pomeriggio di ieri l&#8217;associazione americana Code Pink, una della capofila del comitato organizzatore, aveva infatti ottenuto un compromesso con la mediazione della first lady egiziana, stamattina sarebbero dovuti partire per Gaza 100 attivisti in rappresentanza della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; stata una notte di passione quella tra la terza e la quarta giornata della Gaza Freedom March: nel pomeriggio di ieri l&#8217;associazione americana Code Pink, una della capofila del comitato organizzatore, aveva infatti ottenuto un compromesso con la mediazione della first lady egiziana, stamattina sarebbero dovuti partire per Gaza 100 attivisti in rappresentanza della marcia. Nella notte la stragrande maggioranza delle altre organizzazioni coinvolte ha deciso di rifiutare l&#8217;offerta del governo egiziano e c&#8217;è stato anche il dietro front di Code Pink. Tuttavia i due pulman questa mattina sono partiti ugualmente con a bordo una settantina di persone, molti palestinesi con passaporto occidentale che cercavano di tornare a casa e qualche pacifista in dissenso con il comitato organizzatore. Al momento i pulman sono nel Sinai e a quanto pare gli attivisti potranno davvero entrare a Gaza. Domani 31 dicembre è la giornata chiave della marcia, quella in cui gli attivisti da Gaza avrebbero dovuto marciare verso il valico di Erez, quello con Israele, per ricongiunersi con decine di migliaia di altri in marcia dalla Cisgiordania e da Israele, invece ci sarà una grande manifestazione al Cairo. Gli organizzatori della GFM tengono a precisare che non era nelle loro intenzioni fare manifestazioni su territorio egiziano, il paese delle piramidi avrebbe dovuto essere di passaggio sulla strada per Gaza, tuttavia è prevedibile che domani anche il governo egiziano sia duramente contestato dai manifestanti per la sua complicità nella chiusura della Striscia di Gaza e per aver impedito la GFM. Nel frattempo le organizzazioni di Gaza che partecipano alla GFM hanno espresso la preoccupazione che l&#8217;assenza di un rilevante numero di attivisti internazionali alla marcia del 31 possa lasciar campo libero ad Hamas perchè possa trasformarla in una manifestazione &#8220;governativa&#8221;, cosa ritenuta ovviamente inaccettabile. Solo in serata si avrà un quadro chiaro delle iniziative di domani.</p>
<p>Ospiti della puntata:</p>
<ul>
<li>Michele Giorgio, Il Manifesto</li>
<li>Germano Monti, Forum Palestina</li>
<li>Martina Pignatti, Action For Peace</li>
</ul>
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		<itunes:summary>E' stata una notte di passione quella tra la terza e la quarta giornata della Gaza Freedom March: nel pomeriggio di ieri l'associazione americana Code Pink, una della capofila del comitato organizzatore, aveva infatti ottenuto un compromesso con la mediazione della first lady egiziana, stamattina sarebbero dovuti partire per Gaza 100 attivisti in rappresentanza della marcia. Nella notte la stragrande maggioranza delle altre organizzazioni coinvolte ha deciso di rifiutare l'offerta del governo egiziano e c'egrave; stato anche il dietro front di Code Pink. Tuttavia i due pulman questa mattina sono partiti ugualmente con a bordo una settantina di persone, molti palestinesi con passaporto occidentale che cercavano di tornare a casa e qualche pacifista in dissenso con il comitato organizzatore. Al momento i pulman sono nel Sinai e a quanto pare gli attivisti potranno davvero entrare a Gaza. Domani 31 dicembre egrave; la giornata chiave della marcia, quella in cui gli attivisti da Gaza avrebbero dovuto marciare verso il valico di Erez, quello con Israele, per ricongiunersi con decine di migliaia di altri in marcia dalla Cisgiordania e da Israele, invece ci saragrave; una grande manifestazione al Cairo. Gli organizzatori della GFM tengono a precisare che non era nelle loro intenzioni fare manifestazioni su territorio egiziano, il paese delle piramidi avrebbe dovuto essere di passaggio sulla strada per Gaza, tuttavia egrave; prevedibile che domani anche il governo egiziano sia duramente contestato dai manifestanti per la sua complicitagrave; nella chiusura della Striscia di Gaza e per aver impedito la GFM. Nel frattempo le organizzazioni di Gaza che partecipano alla GFM hanno espresso la preoccupazione che l'assenza di un rilevante numero di attivisti internazionali alla marcia del 31 possa lasciar campo libero ad Hamas perchegrave; possa trasformarla in una manifestazione "governativa", cosa ritenuta ovviamente inaccettabile. Solo in serata si avragrave; un quadro chiaro delle iniziative di domani.

Ospiti della puntata:

	Michele Giorgio, Il Manifesto
	Germano Monti, Forum Palestina
	Martina Pignatti, Action For Peace
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		<title>Gaza Freedom March: aspettando Netanyahu</title>
		<link>http://scirocco.amisnet.org/2009/12/29/gaza-freedom-march-aspettando-netanyahu/</link>
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		<pubDate>Tue, 29 Dec 2009 14:24:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Khaldoun</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Terzo giorno della GFM, le forze di sicurezza egiziane continuano ad impedire i liberi spostamenti degli attivisti internazionali verso la Striscia di Gaza e qualunque forma di manifestazione &#8220;politica&#8221;. In mattinata 15 partecipanti tatunitensi sono stati fermati mentre cercavano di arrivare alla loro ambasciata, l&#8217;intervento della polizia è stato duro ed è stato impedito a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Terzo giorno della GFM, le forze di sicurezza egiziane continuano ad impedire i liberi spostamenti degli attivisti internazionali verso la Striscia di Gaza e qualunque forma di manifestazione &#8220;politica&#8221;. In mattinata 15 partecipanti tatunitensi sono stati fermati mentre cercavano di arrivare alla loro ambasciata, l&#8217;intervento della polizia è stato duro ed è stato impedito a tutti di fare foto o riprendere l&#8217;azione. Molti attivisti stanno protestando davanti le ambasciate dei loro paesi di origine chiedendo il sostegno diplomatico e di far pressione sul governo del Cairo. L&#8217;incontro di ieri con i funzionari dell&#8217; ufficio ONU del Cairo con i rappresentanti della Marcia ha ottenuto da una parte la sostanziale solidarietà dei funzionari, dall&#8217;altra l&#8217;ennesimo netto rifiuto del governo egiziano. Oggi i manifestanti hanno inscenato un sit-in davanti al sindacato dei giornalisti, dove l&#8217; 85enne reduce dell&#8217; olocauso Hedy Epstein continua a portare avanti il suo sciopero della fame. In serata è prevista una protesta contro il premier israeliano Benjamin Netanyahu, giunto al Cairo per discutere con Mubarak delle trattative con Hamas in merito ad uno scambio di prigionieri e l&#8217;eventuale apertura dei confini. L&#8217;arrivo di Netanyahu è stato accompagnato dalle richieste dell&#8217;opposizione egiziana, il movimento Kifaya ed i Fratelli Mussulmani in testa, perchè il premier fosse arrestato in ottemperanza al principio di giurisdizione universale per i crimini di guerra e contro l&#8217;umanità. Il convoglio Viva Palestina, bloccato dal 25 dicembre in Giordania dal governo egiziano, ha accettato una soluzione di compromesso che consentirà l&#8217;accesso esclusivamente agli aiuti umanitari attraverso il porto di El Arish.</p>
<p><strong>Ospiti della puntata:</strong></p>
<ul>
<li>Michele Giorgio, Il Manifesto</li>
<li>Ann Wright, comitato organizzatore Gaza Freedom March</li>
</ul>
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		<itunes:summary>Terzo giorno della GFM, le forze di sicurezza egiziane continuano ad impedire i liberi spostamenti degli attivisti internazionali verso la Striscia di Gaza e qualunque forma di manifestazione "politica". In mattinata 15 partecipanti tatunitensi sono stati fermati mentre cercavano di arrivare alla loro ambasciata, l'intervento della polizia egrave; stato duro ed egrave; stato impedito a tutti di fare foto o riprendere l'azione. Molti attivisti stanno protestando davanti le ambasciate dei loro paesi di origine chiedendo il sostegno diplomatico e di far pressione sul governo del Cairo. L'incontro di ieri con i funzionari dell' ufficio ONU del Cairo con i rappresentanti della Marcia ha ottenuto da una parte la sostanziale solidarietagrave; dei funzionari, dall'altra l'ennesimo netto rifiuto del governo egiziano. Oggi i manifestanti hanno inscenato un sit-in davanti al sindacato dei giornalisti, dove l' 85enne reduce dell' olocauso Hedy Epstein continua a portare avanti il suo sciopero della fame. In serata egrave; prevista una protesta contro il premier israeliano Benjamin Netanyahu, giunto al Cairo per discutere con Mubarak delle trattative con Hamas in merito ad uno scambio di prigionieri e l'eventuale apertura dei confini. L'arrivo di Netanyahu egrave; stato accompagnato dalle richieste dell'opposizione egiziana, il movimento Kifaya ed i Fratelli Mussulmani in testa, perchegrave; il premier fosse arrestato in ottemperanza al principio di giurisdizione universale per i crimini di guerra e contro l'umanitagrave;. Il convoglio Viva Palestina, bloccato dal 25 dicembre in Giordania dal governo egiziano, ha accettato una soluzione di compromesso che consentiragrave; l'accesso esclusivamente agli aiuti umanitari attraverso il porto di El Arish.

Ospiti della puntata:

	Michele Giorgio, Il Manifesto
	Ann Wright, comitato organizzatore Gaza Freedom March
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		<title>GFM: noi da qui non ci muoviamo, se non verso Gaza</title>
		<link>http://scirocco.amisnet.org/2009/12/28/gfm-noi-da-qui-non-ci-muoviamo-se-non-verso-gaza/</link>
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		<pubDate>Mon, 28 Dec 2009 15:23:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Khaldoun</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Secondo giorno della Gaza Freedom March, il governo egiziano sta mettendo in pratica il suo proposito di impedire l&#8217;accesso alla Striscia di Gaza e lo svolgersi di manifestazioni politiche attraverso un massiccio schieramento di foze di polizia che stanno bloccando i pulman diretti verso la città di confine di Al Arish ed impedendo agli attivisti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Secondo giorno della Gaza Freedom March, il governo egiziano sta mettendo in pratica il suo proposito di impedire l&#8217;accesso alla Striscia di Gaza e lo svolgersi di manifestazioni politiche attraverso un massiccio schieramento di foze di polizia che stanno bloccando i pulman diretti verso la città di confine di Al Arish ed impedendo agli attivisti anche l&#8217;utilizzo dei comuni mezzi pubblici. Stamattina la delegazione del Forum Palestina è stata costretta a raggiungere a piedi dalla periferia del Cairo l&#8217;ambasciata italiana dove ha chiesto ai nostri diplomatici di esercitare pressioni sul governo egiziano per consentire il libero movimento dei manifestanti su territorio egiziano e l&#8217;attraversamento del valico di Rafah. Gli attivisti francesi, il cui pulman è stato bloccato nella serata di ieri, sono accampati di fronte alla loro ambasciata da ieri con la stessa finalità mentre sono 600 gli attivisti internazionali che si sono invece accampati sotto l&#8217;edificio delle Nazioni Unite al Cairo chiedendone la mediazione per facilitare l&#8217;ingresso della Marcia in Palestina. Mentre scriviamo è in corso l&#8217;incontro tra <span>l&#8217;ex presidente del Parlamento Europeo Luisa Morgantini e la senatrice filippina </span>Alice Walker con i responsabili dell&#8217;ufficio cairota dell&#8217; ONU.  Nel frattempo in tutto il mondo sono in corso mobilitazioni a sostegno della Gaza Freedom March e proteste contro rappresentanze diplomatiche ed uffici del turismo egiziano, stamattina c&#8217;è stato un volantinaggio di protesta anche di fronte all&#8217;ufficio del turismo di via Bissolati. Per ora solo il governo turco ha preso ufficialmente posizione chiedendo al governo egiziano un cambio di rotta. Da ieri 27 dicembre sono in sciopero della fame l&#8217; 85enne Hedy Epstein, sopravvissuta della shoa, e degli attivisti del convoglio umanitario Viva Palestina fermo in Giordania perchè l&#8217; Egitto impone un porto d&#8217;arrivo che consentirebbe il trasporto dei 200 autoveicoli contenenti aiuti, ma non degli attivisti.</p>
<p>Domani è atteso il premier israeliano Benjamin Netanyahu al Cairo, tra i partecipanti alla marcia c&#8217;è chi si augura che al termine della sua visita le autorità egiziane ammorbidiscano la loro posizione.</p>
<p><strong>Ospiti della puntata:</strong></p>
<ul>
<li>Michele Giorgio, Il Manifesto</li>
<li>Zyiaad Lunat, comitato promotore  Gaza Freedom March<strong><br />
</strong></li>
</ul>
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		<itunes:summary>Secondo giorno della Gaza Freedom March, il governo egiziano sta mettendo in pratica il suo proposito di impedire l'accesso alla Striscia di Gaza e lo svolgersi di manifestazioni politiche attraverso un massiccio schieramento di foze di polizia che stanno bloccando i pulman diretti verso la cittagrave; di confine di Al Arish ed impedendo agli attivisti anche l'utilizzo dei comuni mezzi pubblici. Stamattina la delegazione del Forum Palestina egrave; stata costretta a raggiungere a piedi dalla periferia del Cairo l'ambasciata italiana dove ha chiesto ai nostri diplomatici di esercitare pressioni sul governo egiziano per consentire il libero movimento dei manifestanti su territorio egiziano e l'attraversamento del valico di Rafah. Gli attivisti francesi, il cui pulman egrave; stato bloccato nella serata di ieri, sono accampati di fronte alla loro ambasciata da ieri con la stessa finalitagrave; mentre sono 600 gli attivisti internazionali che si sono invece accampati sotto l'edificio delle Nazioni Unite al Cairo chiedendone la mediazione per facilitare l'ingresso della Marcia in Palestina. Mentre scriviamo egrave; in corso l'incontro tra l'ex presidente del Parlamento Europeo Luisa Morgantini e la senatrice filippina Alice Walker con i responsabili dell'ufficio cairota dell' ONU.nbsp; Nel frattempo in tutto il mondo sono in corso mobilitazioni a sostegno della Gaza Freedom March e proteste contro rappresentanze diplomatiche ed uffici del turismo egiziano, stamattina c'egrave; stato un volantinaggio di protesta anche di fronte all'ufficio del turismo di via Bissolati. Per ora solo il governo turco ha preso ufficialmente posizione chiedendo al governo egiziano un cambio di rotta. Da ieri 27 dicembre sono in sciopero della fame l' 85enne Hedy Epstein, sopravvissuta della shoa, e degli attivisti del convoglio umanitario Viva Palestina fermo in Giordania perchegrave; l' Egitto impone un porto d'arrivo che consentirebbe il trasporto dei 200 autoveicoli contenenti aiuti, ma non degli attivisti.

Domani egrave; atteso il premier israeliano Benjamin Netanyahu al Cairo, tra i partecipanti alla marcia c'egrave; chi si augura che al termine della sua visita le autoritagrave; egiziane ammorbidiscano la loro posizione.

Ospiti della puntata:

	Michele Giorgio, Il Manifesto
	Zyiaad Lunat, comitato promotorenbsp; Gaza Freedom March

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		<title>Gaza Freedom March: siamo al Cairo, speriamo che il governo egiziano cambi idea</title>
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		<pubDate>Sun, 27 Dec 2009 12:29:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Khaldoun</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Primo appuntamento con il diario radiofonico della Gaza Freedom March, una iniziativa internazionale non violenta per interrompere l&#8217;assedio che affama il milione e mezzo di palestinesi murati vivi nei 40 chilometri quadrati della Striscia di Gaza da ormai 3 anni. Nei giorni dell&#8217;anniversario dell&#8217;offensiva israeliana contro la Striscia, che ha lasciato sul campo 1400 morti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Primo appuntamento con il diario radiofonico della Gaza Freedom March, una iniziativa internazionale non violenta per interrompere l&#8217;assedio che affama il milione e mezzo di palestinesi murati vivi nei 40 chilometri quadrati della Striscia di Gaza da ormai 3 anni. Nei giorni dell&#8217;anniversario dell&#8217;offensiva israeliana contro la Striscia, che ha lasciato sul campo 1400 morti e la distruzione pressochè totale di ogni infrastruttura, 1500 attivisti provenienti da 42 nazioni stanno convergendo al Cairo per attraversare in una marcia non violenta il valico di Rafah, l&#8217;unico confine tra Gaza ed il mondo esterno se si esclude Israele. Con l&#8217;aiuto dell&#8217;inviato del Manifesto Michele Giorgio seguiremo quotidianamente le vicende della Marcia fino al 2 gennaio, giorno in cui le delegazioni internazionali comincieranno a far ritorno ai paesi d&#8217;origine. La rubrica sarà di circa 15 minuti e sarà disponibile anche attraverso <a title="http://www.facebook.com/pages/AMISnet/51574320946" href="http://www.facebook.com/note_redirect.php?note_id=239961041808&amp;h=6efbcdf2f17cb139e10dee649ee5add2&amp;url=http%3A%2F%2Fwww.facebook.com%2Fpages%2FAMISnet%2F51574320946" target="_blank">Facebook</a> e<a title="http://twitter.com/AMISnet" href="http://www.facebook.com/note_redirect.php?note_id=239961041808&amp;h=31fa1a479e4d6e4b657e65a8ea04f696&amp;url=http%3A%2F%2Ftwitter.com%2FAMISnet" target="_blank"> Twitter</a>.</p>
<ul>
<li><strong>Gli ospiti di questo primo appuntamento:</strong></li>
<li>Michele Giorgio, il Manifesto</li>
<li>Luisa Morgantini, ex vicepresidente del Parlamento Europeo</li>
</ul>
<p><strong>Gli aggiornamenti:</strong></p>
<p>La tensione tra Egitto e Gaza è altissima dall&#8217;inzio della costruzione di un nuovo muro sul confine meridionale della Striscia, un muro che si incunea nelle profondità della terra per 18 metri in modo da impedire l&#8217;uso dei tunnel che in questi tre anni hanno consentito alla popolazione di Gaza di alleggerire lievemente l&#8217; assedio criminale cui è sottoposta. Proprio queste tensioni sarebbero alla base del divieto egiziano e le notizie d&#8217;ultimora non sono incoraggianti:<br />
gli appelli a lasciar passare la marcia che hanno tempestato le ambasciate egiziane in tutto il mondo non hanno convinto le autorità del Cairo, che hanno anzi citato i &#8220;messaggi antiegiziani giunti da più parti&#8221; come ulteriore motivazione per bloccare la mobilitazione. Intanto il convoglio &#8220;Viva Palestina&#8221;, che doveva arrivare nella Striscia proprio nel giorno dell&#8217;anniversario dell&#8217;operazione Piombo Fuso e che era partito dal Regno Unito il 6 dicembre con un carico di aiuti umanitari, è stato bloccato ad Aqaba (in Giordania) perchè l&#8217; Egitto nega i permessi di ingresso nel paese. Qualche spiraglio d&#8217; ottimismo viene invece dall&#8217;ultimo comunicato del comitato promotore della Marcia, pare che la prossima settimana il valico di Rafah sarà aperto per 4 giorni, ma che l&#8217;apertura sarà a vantaggio esclusivo dei palestinesi in stato di forte necessità e non coinvolgerà gli attivisti, che tuttavia sperano di poterne approfittare e non si lasciano scoraggiare.<br />
Appelli alla mobiltazione e dichiarazioni di sostegno o adesione alla Marcia arrivano da ogni luogo, dai comitati popolari di Bil&#8217;in e Nil&#8217;in, paesi simbolo della lotta non violenta contro il muro in Cisgiordania, fino ad arrivare alle reti di ebrei pacifisti in tutto il mondo, le chiese cristiane Palestinesi, dall&#8217;esperto dell&#8217; ONU Richard Falk, che chiede sanzioni contro Tel Aviv fino ad arrivare a tutte le fazioni palestinesi, organizzazioni sindacali e pariti di ogni parte del mondo, veterani della lotta contro l&#8217; apartheid sudafricana e reduci dell&#8217;olocausto nazista.<br />
Sono molti i nomi noti tra i sostenitori della Marcia e nei giorni in cui ci sarà la mobilitazione sono previste decine di iniziative a suo sostegno in tutto il pianeta, per avere un idea dei sostenitori eccellenti e delle mobilitazioni è sufficiente visitare il <a href="http://www.gazafreedommarch.org">sito della Marcia</a> o il <a title="http://gazafreedommarch.org&gt;sito della marcia&lt;/a&gt; o seguire il &lt;a href=" href=" mce_href=" target="_blank">canale youtube</a> oppure ancora <a title="http://www.facebook.com/search/?q=gaza+freedom+march&amp;init=quick" href="http://www.facebook.com/note_redirect.php?note_id=239961041808&amp;h=1da52b4d6610c5d9ec22f7207f44b608&amp;url=http%3A%2F%2Fwww.facebook.com%2Fsearch%2F%3Fq%3Dgaza%2Bfreedom%2Bmarch%26init%3Dquick" target="_blank">i gruppi facebook</a>, per quella che si annuncia come una mobilitazione globale anche sul web. Un calendario incompleto delle iniziative italiane è invece sul sito degli amici di <a title="http://www.radiocittaperta.it/index.php?option=com_content&amp;task=view&amp;id=3004&amp;Itemid=9" href="http://www.facebook.com/note_redirect.php?note_id=239961041808&amp;h=0d37365eeae7028533c0fa62563e5a5b&amp;url=http%3A%2F%2Fwww.radiocittaperta.it%2Findex.php%3Foption%3Dcom_content%26task%3Dview%26id%3D3004%26Itemid%3D9" target="_blank">Radio Città Aperta</a> (Roma)</p>
<p>Il comitato organizzatore della Gaza Freedom March<a title="http://salsa.democracyinaction.org/o/424/p/dia/action/public/?action_KEY=1946" href="http://www.facebook.com/note_redirect.php?note_id=239961041808&amp;h=01d1c492ea929c6be49b6b4df27623c1&amp;url=http%3A%2F%2Fsalsa.democracyinaction.org%2Fo%2F424%2Fp%2Fdia%2Faction%2Fpublic%2F%3Faction_KEY%3D1946" target="_blank"> continua ad invitare </a>tutti a far sentire la propria voce per chiedere al Cairo di cambiare posizione, inviando le proprie proteste per email o per fax o chiamando le ambasciate egiziane. Sul sito del <a href="http://www.forumpalestina.org/news/2009/Dicembre09/23-12-09MarchNonSiLasciaIntimidire.htm">Forum Palestina</a> ci sono gli estremi per inviare i vostri appelli mentre su quello di <a title="http://www.forumpalestina.org/news/2009/Dicembre09/21-12-09GovernoEgizianoEntrata.htm&gt;Forum Palestina&lt;/A&gt;  è possibile trovare tutti i riferimenti dell’ ambasciata in Italia e degli esempi di mail da inviare, mentre su quello di &lt;A HREF=" href=" mce_HREF=" target="_blank">Action For Peace </a>è presente anche un form precompilato pronto all’invio.</p>
<h3>Di seguito l&#8217;appello intorno al quale è stata organizzata la marcia:</h3>
<p><em><strong>Appello Internazionale per la Gaza Freedom March</strong></em></p>
<p><em>L&#8217;assedio israeliano di Gaza è una flagrante violazione del diritto internazionale che ha portato alla sofferenza di massa. Gli Stati Uniti, l&#8217;Unione Europea, e il resto della comunità internazionale sono complici.</em></p>
<p><em>La legge è chiara. La coscienza dell&#8217;umanità è scossa. Eppure, l&#8217;assedio di Gaza continua. È giunto il momento di agire! Il 31 dicembre 2009 concluderemo l&#8217;anno marciando al fianco del popolo palestinese di Gaza in una manifestazione nonviolenta per rompere il blocco illegale.</em></p>
<p><em>Il nostro scopo in questa marcia è rompere l&#8217;assedio di Gaza. Chiediamo che Israele ponga fine al blocco. Chiediamo anche all&#8217;Egitto di aprire la frontiera di Gaza a Rafah. I palestinesi devono avere la libertà di viaggiare per motivi di studio, di lavoro, e di cura e anche di ricevere visitatori provenienti dall&#8217;estero.</em></p>
<p><em>Essendo noi una coalizione internazionale, non spetta a noi sostenere una soluzione politica specifica a questo conflitto. Eppure la fiducia nella nostra comune umanità ci spinge a chiedere a tutte le parti di rispettare e sostenere il diritto internazionale e i diritti umani fondamentali per porre fine all&#8217;occupazione militare israeliana dei territori palestinesi del 1967 e per perseguire una pace giusta e duratura.</em></p>
<p><em>La marcia potrà avere successo soltanto se risveglierà la coscienza dell&#8217;umanità.</em></p>
<p><em>Vi invitiamo tutti ad unirsi a noi.</em></p>
<p><em>La Coalizione internazionale per la fine dell&#8217;assedio illegale di Gaza</em></p>
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		<itunes:summary>Primo appuntamento con il diario radiofonico della Gaza Freedom March, una iniziativa internazionale non violenta per interrompere l'assedio che affama il milione e mezzo di palestinesi murati vivi nei 40 chilometri quadrati della Striscia di Gaza da ormai 3 anni. Nei giorni dell'anniversario dell'offensiva israeliana contro la Striscia, che ha lasciato sul campo 1400 morti e la distruzione pressochegrave; totale di ogni infrastruttura, 1500 attivisti provenienti da 42 nazioni stanno convergendo al Cairo per attraversare in una marcia non violenta il valico di Rafah, l'unico confine tra Gaza ed il mondo esterno se si esclude Israele. Con l'aiuto dell'inviato del Manifesto Michele Giorgio seguiremo quotidianamente le vicende della Marcia fino al 2 gennaio, giorno in cui le delegazioni internazionali comincieranno a far ritorno ai paesi d'origine. La rubrica saragrave; di circa 15 minuti e saragrave; disponibile anche attraverso Facebook e Twitter.

	Gli ospiti di questo primo appuntamento:
	Michele Giorgio, il Manifesto
	Luisa Morgantini, ex vicepresidente del Parlamento Europeo

Gli aggiornamenti:

La tensione tra Egitto e Gaza egrave; altissima dall'inzio della costruzione di un nuovo muro sul confine meridionale della Striscia, un muro che si incunea nelle profonditagrave; della terra per 18 metri in modo da impedire l'uso dei tunnel che in questi tre anni hanno consentito alla popolazione di Gaza di alleggerire lievemente l' assedio criminale cui egrave; sottoposta. Proprio queste tensioni sarebbero alla base del divieto egiziano e le notizie d'ultimora non sono incoraggianti:
gli appelli a lasciar passare la marcia che hanno tempestato le ambasciate egiziane in tutto il mondo non hanno convinto le autoritagrave; del Cairo, che hanno anzi citato i "messaggi antiegiziani giunti da piugrave; parti" come ulteriore motivazione per bloccare la mobilitazione. Intanto il convoglio "Viva Palestina", che doveva arrivare nella Striscia proprio nel giorno dell'anniversario dell'operazione Piombo Fuso e che era partito dal Regno Unito il 6 dicembre con un carico di aiuti umanitari, egrave; stato bloccato ad Aqaba (in Giordania) perchegrave; l' Egitto nega i permessi di ingresso nel paese. Qualche spiraglio d' ottimismo viene invece dall'ultimo comunicato del comitato promotore della Marcia, pare che la prossima settimana il valico di Rafah saragrave; aperto per 4 giorni, ma che l'apertura saragrave; a vantaggio esclusivo dei palestinesi in stato di forte necessitagrave; e non coinvolgeragrave; gli attivisti, che tuttavia sperano di poterne approfittare e non si lasciano scoraggiare.
Appelli alla mobiltazione e dichiarazioni di sostegno o adesione alla Marcia arrivano da ogni luogo, dai comitati popolari di Bil'in e Nil'in, paesi simbolo della lotta non violenta contro il muro in Cisgiordania, fino ad arrivare alle reti di ebrei pacifisti in tutto il mondo, le chiese cristiane Palestinesi, dall'esperto dell' ONU Richard Falk, che chiede sanzioni contro Tel Aviv fino ad arrivare a tutte le fazioni palestinesi, organizzazioni sindacali e pariti di ogni parte del mondo, veterani della lotta contro l' apartheid sudafricana e reduci dell'olocausto nazista.
Sono molti i nomi noti tra i sostenitori della Marcia e nei giorni in cui ci saragrave; la mobilitazione sono previste decine di iniziative a suo sostegno in tutto il pianeta, per avere un idea dei sostenitori eccellenti e delle mobilitazioni egrave; sufficiente visitare il sito della Marcia o il canale youtube oppure ancora i gruppi facebook, per quella che si annuncia come una mobilitazione globale anche sul web. Un calendario incompleto delle iniziative italiane egrave; invece sul sito degli amici di Radio Cittagrave; Aperta (Roma)

Il comitato organizzatore della Gaza Freedom March continua ad invitare tutti a far sentire la propria voce per chiedere al Cairo di cambiare posizione, inviando le proprie proteste per email o per fax o chiamando le ambasciate egiziane. Sul ...</itunes:summary>
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		<title>Primavera ad Istanbul: voglia di democrazia e pluralismo</title>
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		<pubDate>Tue, 25 Mar 2008 14:28:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Khaldoun</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Secondo ed ultimo appuntamento con Michelangelo Sevregnini ed il suo viaggio in Turchia. Questa settimana il documentarista ci racconta le celebrazioni del capodanno curdo nella capitale, il Newroz. Alla manifestazione oceanica slogan per la democrazia e il pluralismo, poco spazio all&#8217;indipendentismo.
Michelangelo è stato ospite della puntata di Scirocco dedicata al documentario indipendente, tra i suoi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Secondo ed ultimo appuntamento con Michelangelo Sevregnini ed il suo viaggio in Turchia. Questa settimana il documentarista ci racconta le celebrazioni del capodanno curdo nella capitale, il Newroz. Alla manifestazione oceanica slogan per la democrazia e il pluralismo, poco spazio all&#8217;indipendentismo.<span id="more-317"></span></p>
<p>Michelangelo è stato ospite della puntata di Scirocco<a href="http://scirocco.amisnet.org/2008/03/01/il-documentario-indipendente-in-viaggio-per-raccontare-il-mediterraneo/"> dedicata al documentario indipendente</a>, tra i suoi lavori vale la pena citare il recente &#8220;<a href="http://www.kapdkjumb.it/?q=node/40">Istimariyah</a>&#8221; vincitore del premio internazionale del documentario reportage del mediterraneo &#8220;<a href="http://www.kapdkjumb.it/?q=node/41">E il Tigri placido scorre</a>&#8220;, premiato al Tekfestival di Roma nel 2005.</p>
<p>Per leggere un diario, più dettagliato ed aggiornato quasi quotidianamente, del viaggio del regista Michelangelo Severgnini vi invitiamo a visitare il suo sito <a href="http://kapdkjumb.it">kapdkjumb</a></p>
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		<itunes:subtitle>Secondo ed ultimo appuntamento con Michelangelo Sevregnini ed il suo viaggio in Turchia. Questa settimana il documentarista ci racconta le celebrazioni del capodanno curdo nella ...</itunes:subtitle>
		<itunes:summary>Secondo ed ultimo appuntamento con Michelangelo Sevregnini ed il suo viaggio in Turchia. Questa settimana il documentarista ci racconta le celebrazioni del capodanno curdo nella capitale, il Newroz. Alla manifestazione oceanica slogan per la democrazia e il pluralismo, poco spazio all'indipendentismo.

Michelangelo egrave; stato ospite della puntata di Scirocco dedicata al documentario indipendente, tra i suoi lavori vale la pena citare il recente "Istimariyah" vincitore del premio internazionale del documentario reportage del mediterraneo "E il Tigri placido scorre", premiato al Tekfestival di Roma nel 2005.

Per leggere un diario, piugrave; dettagliato ed aggiornato quasi quotidianamente, del viaggio del regista Michelangelo Severgnini vi invitiamo a visitare il suo sito kapdkjumb</itunes:summary>
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		<title>Al di qua ed al di là del Bosforo: Diario da Istanbul</title>
		<link>http://scirocco.amisnet.org/2008/03/17/al-di-qua-ed-al-di-la-del-bosforo-diario-da-istanbul/</link>
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		<pubDate>Mon, 17 Mar 2008 12:33:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Khaldoun</dc:creator>
				<category><![CDATA[Diari di Scirocco]]></category>
		<category><![CDATA[Kapdkjumb]]></category>

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		<description><![CDATA[Michelangelo Severgni ci racconta il suo arrivo ad Istanbul, una città blindata per la paura del terrorismo. In questi giorni, il 15 marzo, ricorreva il quinto anniversario dell&#8217; invasione dell&#8217;Iraq e c&#8217;è stata una grande manifestazione ad Istanbul, città cerniera tra Asia ed Europa anche nell sua forma urbanistica a cavallo dello stretto del Bosforo.
I [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="left">Michelangelo Severgni ci racconta il suo arrivo ad Istanbul, una città blindata per la paura del terrorismo. In questi giorni, il 15 marzo, ricorreva il quinto anniversario dell&#8217; invasione dell&#8217;Iraq e c&#8217;è stata una grande manifestazione ad Istanbul, città cerniera tra Asia ed Europa anche nell sua forma urbanistica a cavallo dello stretto del Bosforo.<span id="more-311"></span></p>
<p>I diari di Scirocco sono i racconti dei nostri amici in viaggio lungo le sponde del nostro mare alla ricerca di immagini, storie e suoni da riportare a casa con sé. Il primo amico che ha deciso di condividere con noi il suo diario di viaggio è Michelangelo Severgnini che in questi giorni si trova nella capitale Turca Istanbul. Michelangelo è stato ospite della puntata di Scirocco dedicata al documentario indipendente, tra i suoi lavori vale la pena citare il recente &#8220;<a href="http://www.kapdkjumb.it/?q=node/40">Istimariyah</a>&#8221; vincitore del premio internazionale del documentario reportage del mediterraneo &#8220;<a href="http://www.kapdkjumb.it/?q=node/41">E il Tigri placido scorre</a>&#8220;, premiato al Tekfestival di Roma nel 2005.Per leggere un diario, più dettagliato ed aggiornato quasi quotidianamente,  del viaggio del regista Michelangelo Severgnini vi invitiamo a visitare il suo sito <a href="http://kapdkjumb.it">kapdkjumb</a></p>
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		<itunes:summary>Michelangelo Severgni ci racconta il suo arrivo ad Istanbul, una cittagrave; blindata per la paura del terrorismo. In questi giorni, il 15 marzo, ricorreva il quinto anniversario dell' invasione dell'Iraq e c'egrave; stata una grande manifestazione ad Istanbul, cittagrave; cerniera tra Asia ed Europa anche nell sua forma urbanistica a cavallo dello stretto del Bosforo.I diari di Scirocco sono i racconti dei nostri amici in viaggio lungo le sponde del nostro mare alla ricerca di immagini, storie e suoni da riportare a casa con seacute;. Il primo amico che ha deciso di condividere con noi il suo diario di viaggio egrave; Michelangelo Severgnini che in questi giorni si trova nella capitale Turca Istanbul. Michelangelo egrave; stato ospite della puntata di Scirocco dedicata al documentario indipendente, tra i suoi lavori vale la pena citare il recente "Istimariyah" vincitore del premio internazionale del documentario reportage del mediterraneo "E il Tigri placido scorre", premiato al Tekfestival di Roma nel 2005.Per leggere un diario, piugrave; dettagliato ed aggiornato quasi quotidianamente,  del viaggio del regista Michelangelo Severgnini vi invitiamo a visitare il suo sito kapdkjumb</itunes:summary>
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