<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:itunes="http://www.itunes.com/dtds/podcast-1.0.dtd"
	xmlns:dtvmedia="http://participatoryculture.org/RSSModules/dtv/1.0"
	xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/"
>

<channel>
	<title>Scirocco &#187; Notizie</title>
	<atom:link href="http://scirocco.amisnet.org/archivio/notizie/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://scirocco.amisnet.org</link>
	<description>Voci dal Mediterraneo</description>
	<pubDate>Wed, 26 Nov 2008 13:00:16 +0000</pubDate>
	<generator>http://wordpress.org/?v=2.6.1</generator>
	<language> </language>
		<!-- podcast_generator="podPress/8.5" -->
		<copyright>&#xA9;Amisnet </copyright>
		<managingEditor>admin@scirocco.amisnet.org (Amisnet)</managingEditor>
		<webMaster>admin@scirocco.amisnet.org</webMaster>
		<category>News &amp; Politics</category>
		<ttl>1440</ttl>
		<itunes:keywords>mediterraneo, migrazioni, diritti, minoranze, energia, geopolitica, islam, pace</itunes:keywords>
		<itunes:subtitle>Scirocco e' il programma sul bacino del Mediterraneo che ascolta le voci plurali dei suoi abitanti e protagonisti.</itunes:subtitle>
		<itunes:summary>Scirocco e' il programma sul bacino del Mediterraneo che ascolta le voci plurali dei suoi abitanti e protagonisti. Un approfondimento settimanale che ci porta da una sponda all'altra del nostro mare per raccontare le storie, per conoscere i contesti e guardare oltre luoghi comuni e pregiudizi. Scirocco e' parte di AMISmed: il progetto di AMISnet per promuovere il diritto ad informare ed essere informati nel bacino del mar Mediterraneo.</itunes:summary>
		<itunes:author>Amisnet</itunes:author>
		<itunes:category text="News &amp; Politics"/>
<itunes:category text="Society &amp; Culture"/>
<itunes:category text="Government &amp; Organizations">
  <itunes:category text="Regional"/>
</itunes:category>
		<itunes:owner>
			<itunes:name>Amisnet</itunes:name>
			<itunes:email>admin@scirocco.amisnet.org</itunes:email>
		</itunes:owner>
		<itunes:block>No</itunes:block>
		<itunes:explicit>no</itunes:explicit>
		<itunes:image href="http://scirocco.amisnet.org/feedimg/scirocco-300.jpg" />
		<image>
			<url> </url>
			<title>Scirocco</title>
			<link>http://scirocco.amisnet.org</link>
			<width>144</width>
			<height>144</height>
		</image>
		<item>
		<title>USA : torture ed abusi , impunita&#8217; per appaltatori in Iraq</title>
		<link>http://scirocco.amisnet.org/2008/02/07/usa-torture-ed-abusi-impunita-per-appaltatori-in-iraq/</link>
		<comments>http://scirocco.amisnet.org/2008/02/07/usa-torture-ed-abusi-impunita-per-appaltatori-in-iraq/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 07 Feb 2008 19:34:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Khaldoun</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>

		<category><![CDATA[detenzione]]></category>

		<category><![CDATA[diritti umani]]></category>

		<category><![CDATA[donne]]></category>

		<category><![CDATA[iraq]]></category>

		<category><![CDATA[usa]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://scirocco.amisnet.org/2008/02/07/usa-torture-ed-abusi-impunita-per-appaltatori-in-iraq/</guid>
		<description><![CDATA[di Rico Guillermo per l&#8217;osservatorio sulla legalita`
Una giovane americana denuncia uno stupro di gruppo, ferimento e imprigionamento in un container da parte di alcuni colleghi. Ma e&#8217; improbabile che i responsabili siano perseguiti o paghino un risarcimento, o che lo paghi la compagnia  per la quale la ragazza lavorava, e cio&#8217; perche&#8217; il tutto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>di Rico Guillermo per l&#8217;<a href="http://www.osservatoriosullalegalita.org" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview ('/outbound/www.osservatoriosullalegalita.org');">osservatorio sulla legalita`</a></em></p>
<p>Una giovane americana denuncia uno stupro di gruppo, ferimento e imprigionamento in un container da parte di alcuni colleghi. Ma e&#8217; improbabile che i responsabili siano perseguiti o paghino un risarcimento, o che lo paghi la compagnia  per la quale la ragazza lavorava, e cio&#8217; perche&#8217; il tutto e&#8217; evvenuto  nell&#8217;Iraq occupato e i &#8216;contractor&#8217; (gli appaltatori privati) non sono<br />
soggetti ne&#8217; alla legge militare USA ne&#8217; a quella del Paese &#8216;ospite&#8217;.<span id="more-283"></span>Jamie Leigh  Jones e&#8217; stata ferita, drogata, violentata e imprigionato in un container<br />
da colleghi della Kellogg-Brown-and-Root (ex grippo Hallburton, quello<br />
del petrolio di cui Cheney fu alla guida) nel 2005 mentre lavorava in<br />
Iraq sulla base di un contratto con il Dipartimento della Difesa degli<br />
Stati Uniti. Dopo oltre due anni non ha ancora visto l&#8217;inizio di un processo<br />
penale, ne&#8217; lo Stato si e&#8217; preoccupato di risarcirla, visto che la ditta<br />
lavorava per lui, anzi, in sua vece.</p>
<p>Durante  la guerra in Iraq, infatti, il governo degli Stati Uniti ha esternalizzato<br />
miliardi di dollari in contratti con imprese private (quello con Halliburton<br />
fu definto dall&#8217;FBI la piu&#8217; grande vicenda di corruzione mai vista), lasciando<br />
ai civili alcune delle funzioni essenziali e talora sensibili della guerra,<br />
compresa la sicurezza personale, i progetti di ricostruzione, l&#8217;esercizio<br />
e la manutenzione degli armamenti, gli interrogatori e la traduzione durante<br />
gli interrogatori.</p>
<p>La pubblicazione delle foto raffiguranti detenuti iracheni fisicamente e mentalmente abusati  nella prigione di Abu Ghraib, provocarono a suo tempo shock e indignazione<br />
in tutto il mondo. Dopo la pubblicazione di quelle terribili immagini,<br />
emersero gravi accuse di coinvolgimento negli abusi da parte di compagnie<br />
militari private che avevano contratti con il governo degli Stati Uniti,<br />
tuttavia l&#8217;amministrazione Bush non ha fatto alcuno sforzo per perseguire<br />
i responsabili o per risarcire le vittime.</p>
<p>Nel 2004,<br />
le relazioni degli ufficiali dell&#8217;esercito Fay, Jones e Taguba sugli abusi<br />
a Abu Ghraib, evidenziarono che i dipendenti di due societa&#8217; appaltatrici<br />
erano coinvolti in torture e maltrattamenti. Inoltre, dei 20 casi noti<br />
di presunta cattiva condotta messa in atto da civili nella &#8220;guerra al<br />
terrore&#8221; trasmessi dalla CIA e dal Pentagono al Dipartimento di Giustizia<br />
statunitense per indagini, quest&#8217;ultimo ha perseguito un caso, ne ha respinti<br />
due, ed ancora deve esaminare i restanti.</p>
<p>Persino quando, alla fine dello scorso anno, in un&#8217;audizione del Congresso il consigliere<br />
generale della Blackwater ha ammesso che uno dei suoi dipendenti avevano<br />
sparato ed ucciso una guardia della sicurezza irachena il 24 dicembre<br />
2006, l&#8217;ufficio del Pubblico Ministero degli Stati Uniti del Distretto<br />
di Western Washington si e&#8217; rifiutato di confermare e e&#8217; in corso un&#8217;inchiesta<br />
e se le accuse sono depositate.</p>
<p>Anche per  il caso di Jamie Leigh Jones, il Dipartimento della Difesa si rifiuta<br />
di sondare le accuse, ed anche ripetute richieste da parte del Congresso<br />
degli Stati Uniti al Ministero della Giustizia si sono scontrate con il<br />
silenzio. Amnesty International ha recentemente chiesto all&#8217;opinione pubblica<br />
di scrivere al nuovo ministro della Giustizia, Mukasey, esprimendo il<br />
proprio sdegno per il mancato accertamento dei fatti e per l&#8217;ingiustizia subita dalle vittime.</p>
<p>Ma - a parte  il fatto che proprio Mukasey e&#8217; al centro di una <a href="http://www.osservatoriosullalegalita.org/08/acom/01gen3/3034ricoustortur.htm" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview ('/outbound/www.osservatoriosullalegalita.org');">polemica</a><br />
per non voler definire la sua posizione riguardo al fatto che il waterboarding<br />
(annegamento simulato) sia una forma di tortura o meno - va considerata<br />
anche la vicinanza politica fra i vertici dell&#8217;amministrazione Bush e<br />
quelli delle compagnie interessate dalle vicende.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://scirocco.amisnet.org/2008/02/07/usa-torture-ed-abusi-impunita-per-appaltatori-in-iraq/feed/</wfw:commentRss>
		</item>
		<item>
		<title>Archeologia: un piano di gestione per i siti costieri del Mediterraneo</title>
		<link>http://scirocco.amisnet.org/2007/12/08/archeologia-un-piano-di-gestione-per-i-siti-costieri-del-mediterraneo/</link>
		<comments>http://scirocco.amisnet.org/2007/12/08/archeologia-un-piano-di-gestione-per-i-siti-costieri-del-mediterraneo/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 08 Dec 2007 15:43:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Khaldoun</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://scirocco.amisnet.org/2007/12/08/archeologia-un-piano-di-gestione-per-i-siti-costieri-del-mediterraneo/</guid>
		<description><![CDATA[Palermo, 6 dic. - Un piano per la gestione dei siti archeologici, costieri e subacquei all’interno di un’azione di sviluppo sostenibile. La prima fase “pilota” prevede lo studio di undici siti costieri del Mediterraneo: il parco archeologico delle isole Egadi nel canale di Sicilia, quello di Sinis in Sardegna, Cartagine in Tunisia, Tipasa in Algeria, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Palermo, 6 dic. - Un piano per la gestione dei siti archeologici, costieri e subacquei all’interno di un’azione di sviluppo sostenibile. La prima fase “pilota” prevede lo studio di undici siti costieri del Mediterraneo: il parco archeologico delle isole Egadi nel canale di Sicilia, quello di Sinis in Sardegna, Cartagine in Tunisia, Tipasa in Algeria, l’isola di Pharos ad Alessandria d’Egitto, Tiro in Libano, Salonicco in Grecia, Empuries in Catalogna, i siti di Malta e Gibilterra e quello di Rada di Villefranche-sur-Mer in Costa Azzurra.</p>
<p><em>Fonte:  <a href="http://www.agenziaitalia.it/" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview ('/outbound/www.agenziaitalia.it');">AGI</a></em></p>
<p><em><a href="http://www.agenziaitalia.it/" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview ('/outbound/www.agenziaitalia.it');"></a></em> <span id="more-259"></span>Un programma ambizioso alla cui realizzazione prenderanno parte 18 partner internazionali provenienti da Italia, Francia, Spagna, Malta, Gibilterra, Tunisia, Grecia, Egitto e Libano, coordinati da Sebastiano Tusa, soprintendente del Mare della Sicilia e capofila del comitato scientifico, da Mustafa El Tayeb, direttore del Dipartimento Sviluppo Sostenibile dell’UNESCO, e da Michel Chapuis, responsabile per la Comunita’ Europea del Settore Cultura e Ambiente. La riunione preliminare del progetto “Archaeomap” si svolgera’ domani, dalle 9 alle 18, nei locali della sede della Soprintendenza del Mare di via Lungarini, a Palermo. Alle 18, al termine della riunione scientifica, il progetto verra’ presentato al pubblico e seguira’ l’inaugurazione nelle scuderie di Palazzetto Mirto della mostra fotografica e multimediale sul patrimonio archeologico sommerso della Sicilia.</p>
<p>Maggiori informazioni: <a href="http://www.regione.sicilia.it/beniculturali/archeologiasottomarina/news.htm" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview ('/outbound/www.regione.sicilia.it');">Regione Sicilia soprintendenza del mare</a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://scirocco.amisnet.org/2007/12/08/archeologia-un-piano-di-gestione-per-i-siti-costieri-del-mediterraneo/feed/</wfw:commentRss>
		</item>
		<item>
		<title>Pena di morte. Documento islam: “No ad esecuzioni”</title>
		<link>http://scirocco.amisnet.org/2007/11/30/pena-di-morte-documento-islam-%e2%80%9cno-ad-esecuzioni%e2%80%9d/</link>
		<comments>http://scirocco.amisnet.org/2007/11/30/pena-di-morte-documento-islam-%e2%80%9cno-ad-esecuzioni%e2%80%9d/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 30 Nov 2007 13:41:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Khaldoun</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://scirocco.amisnet.org/2007/11/30/pena-di-morte-documento-islam-%e2%80%9cno-ad-esecuzioni%e2%80%9d/</guid>
		<description><![CDATA[E’ stato presentato questa mattina, presso Palazzo Medici Riccardi, dall&#8217;imam di Firenze Izzedin Elzir, responsabile comunicazione dell&#8217;Ucoii, un documento in cui autorevoli esponenti del mondo musulmano invitano le personalità e le autorità che vivono negli Stati a maggioranza islamica ad abolire la pena di morte, ma anche le punizioni corporali e la lapidazione.

&#8221;Il nostro appello [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E’ stato presentato questa mattina, presso Palazzo Medici Riccardi, dall&#8217;imam di Firenze Izzedin Elzir, responsabile comunicazione dell&#8217;<a href="http://www.islam-ucoii.it/" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview ('/outbound/www.islam-ucoii.it');">Ucoii</a>, un documento in cui autorevoli esponenti del mondo musulmano invitano le personalità e le autorità che vivono negli Stati a maggioranza islamica ad abolire la pena di morte, ma anche le punizioni corporali e la lapidazione.</p>
<p><em><font size="-1"><a href="http://www.agenziaradicale.com/index.php?option=com_content&amp;task=view&amp;id=2051&amp;Itemid=51" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview ('/outbound/www.agenziaradicale.com');"></a></font></em><span id="more-252"></span></p>
<p>&#8221;Il nostro appello al mondo islamico - ha detto l&#8217;imam - ha avuto risposte positive, cogliendo disponibilità al confronto anche da parte di chi non lo condivide. Bisogna continuare”.</p>
<p>All’incontro avvenuto con i ragazzi delle scuole superiori fiorentine ed organizzato dalla Provincia di Firenze e dalla Comunità di Sant’Egidio, hanno preso inoltre parte Gaetano Pizzo della Comunità di Sant&#8217;Egidio ed il monaco Ryuji Furukawa, uno dei capi del buddismo giapponese, guida di alcuni condannati a morte, che ha spiegato come “nel braccio della morte da noi (in Giappone –Ndr) di fatto non possono stare più di cento persone. Lo scorso anno erano 102. E così sono state eseguite tre persone, tra cui un cristiano, cattolico, proprio nel giorno di Natale”.</p>
<p><em><font size="-1">Fonte: <a href="http://www.agenziaradicale.com/index.php?option=com_content&amp;task=view&amp;id=2051&amp;Itemid=51" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview ('/outbound/www.agenziaradicale.com');">Agenzia Radicale</a></font></em></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://scirocco.amisnet.org/2007/11/30/pena-di-morte-documento-islam-%e2%80%9cno-ad-esecuzioni%e2%80%9d/feed/</wfw:commentRss>
		</item>
		<item>
		<title>Scontri, in Egitto, tra cristiani e musulmani in seguito alle voci sull’ampliamento di una chiesa.</title>
		<link>http://scirocco.amisnet.org/2007/10/29/scontri-in-egitto-tra-cristiani-e-musulmani-in-seguito-alle-voci-sull%e2%80%99ampliamento-di-una-chiesa/</link>
		<comments>http://scirocco.amisnet.org/2007/10/29/scontri-in-egitto-tra-cristiani-e-musulmani-in-seguito-alle-voci-sull%e2%80%99ampliamento-di-una-chiesa/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 29 Oct 2007 08:47:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Khaldoun</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://scirocco.amisnet.org/2007/10/29/scontri-in-egitto-tra-cristiani-e-musulmani-in-seguito-alle-voci-sull%e2%80%99ampliamento-di-una-chiesa/</guid>
		<description><![CDATA[In Egitto, 12 persone sono rimaste ferite e altre 40 sono state arrestate al seguito di scontri tra cristiani e musulmani nella provincia di Al-Minia, circa 200 chilometri al sud del Cairo. Lo si apprende da fonti giudiziarie. Gli scontri sono iniziati giovedì, quando sono circolate voci circa l’intenzione, attribuita ad alcuni cristiani del villaggio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In Egitto, 12 persone sono rimaste ferite e altre 40 sono state arrestate al seguito di scontri tra cristiani e musulmani nella provincia di Al-Minia, circa 200 chilometri al sud del Cairo. Lo si apprende da fonti giudiziarie. Gli scontri sono iniziati giovedì, quando sono circolate voci circa l’intenzione, attribuita ad alcuni cristiani del villaggio di Giabal At-Tayr, di appropriarsi del terreno attiguo alla chiesa della Vergine Maria per ingrandire l’edificio religioso.</p>
<p><span id="more-237"></span></p>
<p>Giovani musulmani del vicino villaggio Mantiqat Al-Abed hanno dato alle fiamme un deposito di proprietà di un cristiano e sono seguiti scontri tra le due comunità. La Chiesa copta chiede la promulgazione di una legge unificata che regolamenti la costruzione dei luoghi di culto islamici e cristiani, in sostituzione della legge tuttora in vigore dal periodo ottomano. La legge attuale sancisce che il permesso per l’edificazione o l’allargamento di una chiesa debba essere preventivamente rilasciato dalle autorità governative e da quelle preposte alla sicurezza. In Egitto, i copti sono circa 10 milioni, ortodossi in grandissima maggioranza, su una popolazione di 76 milioni di persone. (R.M.)</p>
<p><strong>Fonte:</strong>  Radio Vaticana</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://scirocco.amisnet.org/2007/10/29/scontri-in-egitto-tra-cristiani-e-musulmani-in-seguito-alle-voci-sull%e2%80%99ampliamento-di-una-chiesa/feed/</wfw:commentRss>
		</item>
		<item>
		<title>CALABRIA AD INSTABUL CON IL PROGETTO &#8220;CITY TO CITY&#8221;: TERRITORI URBANI MIGRAZIONI E CONVIVENZA INTERETNICA A CONFRONTO</title>
		<link>http://scirocco.amisnet.org/2007/10/18/calabria-ad-instabul-con-il-progetto-city-to-city-territori-urbani-migrazioni-e-convivenza-interetnica-a-confronto/</link>
		<comments>http://scirocco.amisnet.org/2007/10/18/calabria-ad-instabul-con-il-progetto-city-to-city-territori-urbani-migrazioni-e-convivenza-interetnica-a-confronto/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 18 Oct 2007 15:21:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>AMISnet</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://scirocco.amisnet.org/2007/10/18/calabria-ad-instabul-con-il-progetto-city-to-city-territori-urbani-migrazioni-e-convivenza-interetnica-a-confronto/</guid>
		<description><![CDATA[Si svolgerà domani (18/10/2007) ad Instabul il seminario internazionale su &#8220;Geografia urbana e multietnicità in Europa e nell&#8217;area mediterranea&#8221;.
L&#8217;iniziativa, che rientra nell&#8217;ambito del progetto &#8220;City to City&#8221; di cui è capofila la Regione Calabria, è stato promosso dal Dipartimento regionale dell&#8217;Urbanistica e Governo del territorio, responsabile della componente relativa alla ricerca e ai progetti pilota.

Fonte: [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Si svolgerà domani (18/10/2007) ad Instabul il seminario internazionale su &#8220;Geografia urbana e multietnicità in Europa e nell&#8217;area mediterranea&#8221;.<br />
L&#8217;iniziativa, che rientra nell&#8217;ambito del progetto &#8220;City to City&#8221; di cui è capofila la Regione Calabria, è stato promosso dal Dipartimento regionale dell&#8217;Urbanistica e Governo del territorio, responsabile della componente relativa alla ricerca e ai progetti pilota.<br />
<font size="-1">
<p align="right"><em>Fonte: <a href="http://www.agenziaaise.it" title="Agenzia Internazionale Stampa Estero" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview ('/outbound/www.agenziaaise.it');">Aise</a></em></p>
<p></font><br />
<span id="more-229"></span><br />
Il seminario, che vedrà anche la presenza del presidente della Regione Calabria, Agazio Loiero, e dell&#8217;assessore all&#8217;Urbanistica e Governo del Territorio, Michelangelo Tripodi, si svolgerà presso l&#8217;Università &#8220;Istanbulaydin Univerity Floya Campus&#8221; e vedrà la partecipazione di numerose autorità locali, tra cui l&#8217;associazione dei sindaci Tala e il presidente dell&#8217;Università.<br />
Il convegno costituirà l&#8217;occasione per studiosi e responsabili politici, in rappresentanza dei Paesi partner del progetto, di confrontarsi sulle dinamiche degli spazi urbani e sulla pianificazione urbana in città interessate dai fenomeni della migrazione e della convivenza interetnica.<br />
Obiettivo del progetto &#8220;City to City&#8221; è lo sviluppo di strumenti e servizi per un approccio integrato alle politiche migratorie; la costituzione di reti transnazionali capaci di collegare comunità di migranti e attori socio-economici facilitando la mobilità, l&#8217;integrazione e lo scambio di conoscenze ed esperienze in ambito europeo; la sperimentazione e circolazione di buone pratiche per la gestione dei flussi migratori.</p>
<p>Il progetto ha come partenariato, oltre alla Calabria che è capofila, la Regione Sicilia, Veneto Lavoro, la Città di Valencia, la Federazione Valenziana delle Municipalità e Province, il Distretto di Ealing (Londra), la Contea del Cambridgeshire, la TuTech Innovation GmbH (Amburgo), la Svezia dell&#8217;Ovest, la Città di Livani (Lettonia) e la Città di Turunç (Turchia)</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://scirocco.amisnet.org/2007/10/18/calabria-ad-instabul-con-il-progetto-city-to-city-territori-urbani-migrazioni-e-convivenza-interetnica-a-confronto/feed/</wfw:commentRss>
		</item>
		<item>
		<title>Arabia Saudita: un&#8217;armata per proteggere i giacimenti.</title>
		<link>http://scirocco.amisnet.org/2007/10/12/arabia-saudita-unarmata-per-proteggere-i-giacimenti/</link>
		<comments>http://scirocco.amisnet.org/2007/10/12/arabia-saudita-unarmata-per-proteggere-i-giacimenti/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 12 Oct 2007 15:54:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Khaldoun</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://scirocco.amisnet.org/2007/10/12/arabia-saudita-unarmata-per-proteggere-i-giacimenti/</guid>
		<description><![CDATA[Inquietante notizia riporta il Financial Times, suscettibile di parecchie interpretazioni.
L&#8217;Arabia Saudita sta preparando una forza di sicurezza di 35.000 uomini per proteggere la sua infrastruttura petrolifera da attacchi potenziali.
La mossa sottolinea la crescente preoccupazione per le minacce di Al-Qaida verso le infrastrutture del Golfo, e anche le tensioni fra Iran e USA.Le forze stanno facendo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://scirocco.amisnet.org/files/2007/10/ghawar_oil2.jpg" title="Petrolio Ghawar"><img src="http://scirocco.amisnet.org/files/2007/10/ghawar_oil2.thumbnail.jpg" alt="Petrolio Ghawar" align="right" /></a>Inquietante notizia riporta il <a href="http://www.ft.com/cms/s/0/3c32a024-5413-11dc-9a6e-0000779fd2ac.html" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview ('/outbound/www.ft.com');">Financial Times</a>, suscettibile di parecchie interpretazioni.</p>
<p>L&#8217;Arabia Saudita sta preparando una forza di sicurezza di 35.000 uomini per proteggere la sua infrastruttura petrolifera da attacchi potenziali.<br />
La mossa sottolinea la crescente preoccupazione per le minacce di Al-Qaida verso le infrastrutture del Golfo, e anche le tensioni fra Iran e USA.<span id="more-197"></span>Le forze stanno facendo training sull&#8217;uso di equipaggiamenti di sorveglianza, gestione delle crisi e contromisure secondo un programma gestito dalla Lockheed Martin. Inoltre, si stanno preparando sui sistemi laser e satellitari.<br />
Dopo le notizie sul <a href="http://www.google.it/url?sa=t&amp;ct=res&amp;cd=2&amp;url=http%3A%2F%2Fpetrolio.blogosfere.it%2F2007%2F09%2Flarabia-disubbidisce-e-non-taglia-i-tassi.html&amp;ei=WBQOR4u6MYmuee-LvKEL&amp;usg=AFQjCNG3ZOYK81HWCxZrX9TxIUhh--T3aQ&amp;sig2=kvunQkYGGNYWPbKEo5YwYw" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview ('/outbound/www.google.it');">dollaro</a>, quelle sulla <a href="http://petrolio.blogosfere.it/2007/10/arabia-9-alla-cina.html" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview ('/outbound/petrolio.blogosfere.it');">Cina</a>, arriva anche quest&#8217;altra novità dal regno saudita. Che sembra proprio voler rimescolare le carte, o meglio dare una brusca accelerata in una direzione non ancora definita almeno ai nostri occhi. Al-Qaida a parte, 35.000 uomini non sono una security, ma un esercito. Le pipelines sono lunghe, ma diamine, si trovano in mezzo al niente.</p>
<p>Oltretutto c&#8217;è da immaginare <strong>la logistica</strong> necessaria a nutrire, trasportare, alloggiare e armare una simile quantità di soldati. I quali, sospetto, saranno anche stranieri: i sauditi nativi, abituati a vivere senza lavorare (grazie alla rendita petrolifera di cui gode ogni cittadino), non si sognano proprio di andare a fare il soldato in mezzo al deserto.<br />
Qualcuno osserva che tale armata tornerà comoda in un prossimo futuro se continuano <strong>i tagli alla produzione</strong> di petrolio. Altri pensano a grandi manovre in vista dell&#8217;imminente <strong>guerra contro l&#8217;Iran</strong>.</p>
<p>Ma nell&#8217;ottica di quanto detto nei post precedenti sul dollaro, non sarà questa una mossa per &#8220;investire&#8221;  (leggi: spendere) <strong>dollari di cui non si sa più cosa fare</strong>? A ben pensarci, mica una cattiva idea: invece di buttarli nella Borsa americana, usarli per costruire un esercito utile per ogni nemico&#8230; presente e futuro. Non sarebbe la prima volta che un paese arabo impiega i petrodollari per comprare armi e know-how e poi li usa contro chi glieli ha venduti.<br />
Fatto sta che 35.000 soldati a guardia dei pozzi non preannunciano niente di buono.</p>
<p align="right"><em>Fonte: http://petrolio.blogosfere.it Autrice: Debora Billi </em></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://scirocco.amisnet.org/2007/10/12/arabia-saudita-unarmata-per-proteggere-i-giacimenti/feed/</wfw:commentRss>
		</item>
		<item>
		<title>Libano, Dipendenza dagli aiuti Usa: la strada verso la fine</title>
		<link>http://scirocco.amisnet.org/2007/10/11/libano-dipendenza-dagli-aiuti-usa-la-strada-verso-la-fine/</link>
		<comments>http://scirocco.amisnet.org/2007/10/11/libano-dipendenza-dagli-aiuti-usa-la-strada-verso-la-fine/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 11 Oct 2007 17:37:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>AMISnet</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://scirocco.amisnet.org/2007/10/11/libano-dipendenza-dagli-aiuti-usa-la-strada-verso-la-fine/</guid>
		<description><![CDATA[&#8220;Abbiamo ricevuto solo un sacco di promesse e qualche consiglio ma non materiali, come se ci volessero dire: muori prima, e il supporto arriverà poi&#8221;. Il generale libanese Michael Suleiman sugli aiuti Usa durante la battaglia di Nahr el Bared della scorsa estate.
di Hicham Safieddine
Electronic Lebanon, 5 ottobre 2007

Dalla guerra dell&#8217;estate 2006 in Libano, e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><font><em>&#8220;Abbiamo ricevuto solo un sacco di promesse e qualche consiglio ma non materiali, come se ci volessero dire: muori prima, e il supporto arriverà poi&#8221;. Il generale libanese Michael Suleiman sugli aiuti Usa durante la battaglia di Nahr el Bared della scorsa estate.</em></font></p>
<p><font>di Hicham Safieddine<br />
Electronic Lebanon, 5 ottobre 2007</font><font><em><br />
</em><br />
Dalla guerra dell&#8217;estate 2006 in Libano, e a causa dell’attuale impasse per l&#8217;elezione del presidente libanese, l&#8217;amministrazione Bush si  è a suo modo espressa a favore di impegnarsi per la &#8220;democrazia libanese&#8221; e costruire un forte stato sovrano che possa &#8220;resistere&#8221; agli alleati di Siria e Iran dentro i confini libanesi.</font><span id="more-192"></span></p>
<p><font>Dentro questi confini, il primo ministro Fouad Siniora del governo del 14 Marzo e l&#8217;opposizione capitanata da Hezbollah sono aspramente spaccati sulle intenzioni di Washington. Il movimento del 14 Marzo ha accolto con fervore l&#8217;aiuto della capitale del &#8220;mondo libero&#8221; e gli stagionati leader dei tempi della guerra civile di questo movimento assicurano i libanesi che la super potenza non abbandonerà la loro &#8220;rivoluzione dei cedri&#8221;. In risposta, i leader dell&#8217;opposizione riaffermano la loro sfiducia verso l&#8217;alleato più fedele di Israele e accusano i seguaci del 14 Marzo di tenere il Libano in ostaggio del suo più acerrimo nemico. Nella nebbia di queste accuse e contro-accuse, è possibile fare una valutazione del supporto di Washington al Libano senza entrare nelle polemiche di uno dei due schieramenti?</font></p>
<p><font>Il vero metro per misurare l&#8217;alleanza tra due stati o gruppi politici sta nell&#8217;analisi accurata e obiettiva di due forme di supporto: militare e economico, e raggiungere un verdetto su queste due forme di aiuto è basato sull&#8217;esame di tre proprietà di questi aiuti: il valore monetario (dimensioni e quantità) di questo aiuto, gli obiettivi dichiarati e nascosti dell&#8217;aiuto, e le condizioni ad esso connesse (qualità degli aiuti). Basandosi su questi criteri, qual è la verità che sta dietro al supporto Usa al Libano, in numeri e secondo le fonti stesse di Washington?</font></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://scirocco.amisnet.org/2007/10/11/libano-dipendenza-dagli-aiuti-usa-la-strada-verso-la-fine/feed/</wfw:commentRss>
		</item>
	</channel>
</rss>
